Droga killer: quattro arresti

In manette quattro persone con l'accusa di spaccio. Idagine partita dalla morte di un tossicodipendente

Droga killer: quattro arresti

MARTINSICURO. ARRESTATI QUATTRO SPACCIATORI. L'indagine sulla morte di un giovane ragazzo di Sambenedetto del Tronto, avvenuta nel febbraio scorso a seuido di un’intossicazione acuta da oppiacei, ha permesso di scoprire. e fermare. un pericolosissimo "giro di spaccio" nel nord dell'Abruzzo, tra Alba Adriatica e Martinsicuro. Sono finite in manette, su disposizione del gip Giovanni De Rensis che ha accolto le richieste del pm Irene Scordamaglia, le seguenti persone: Barbara Vagnozzi Barbara, 36 anni, di San Benedetto del Tronto; Ossama Falaha, 19 anni, nato in Tunisia; Paolo Feliziani, 24 anni, di Chieti;  Ouaijdi Mbarek, 18 anni, nato in Tunisia. Altri due membri del sodalizio criminale sono latitanti, mentre un giovane tunisino minorenne è stato denunciato al Tribunale dei Minori dell'Aquila.

I LUOGHI DELLO SPACCIO Subito dopo il decesso del ragazzo il personale del Commissariato di S.Benedetto del Tronto ha messo in campo una serie di attività, volte a scoprire la provenienza della droga killer. Non ci è voluto molto a scoprire il "modus operandi" del gruppo di spacciatori. A capo dell'organizzazione c'era "il magrebino", affiancato dalla sua donna che aveva il compito di ricevere gli ordini dai tossicodipendenti via telefono. Dopodichè si faceva viaggiare la droga, attraverso una rete di cosiddetti “cavalli”, per la consegna. Gli scambi avvenivano nei luoghi più disparati: nei pressi del vigneto lungo la strada provinciale che collega Martinsicuro a Colonnella, dietro la chiesa di Martinsicuro, nei pressi di una fontanella pubblica, in prossimità del “kebab” sul lungomare di Martinsicuro, nelle adiacenze del distributore IP di Alba Adriatica e, infine, nei dintorni del sottopasso dell’autostrada A14 sito lungo la strada di Civita di Colonnella.

2500 TELEFONATE IN 13 GIORNI. Impressionanti i numeri rilecati dall'analisi dei telefoni messi sotto controllo dalla polizia: la coppia "puscher" ha ricevuto circa 2.500 in soli 13 giorni, corrispondenti ad un quantitativo di eroina giornaliero sperciato tra i 40 e i 60 grammi. Le dosi avevano un prezzo base che oscillava tra i 40 ed 50 euro. Nel prosieguo dell’attività investigativa si riusciva a risalire all’abitazione della coppia a capo dell’organizzazione ubicata ad Alba Adriatica e di stabilire e documentare gli scambi della droga. Durante le indagini, poi, è emerso che la provenienza dello stupefacente: il gruppo faceva dei viaggi a Napoli tramite le linee degli autobus.

Redazione Independent

venerdì 12 ottobre 2012, 14:32

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