Dragaggio: quali speranze?

La saga della vicenda più imbarazzante del decennio. Del Vecchio: «Testa è incolpevole ma si dimetta subito»

Dragaggio: quali speranze?

DRAGAGGIO: PERSE LE SPERANZE? - Diceva Ennio Flaiano «Una volta credevo che il contrario di una verità fosse l’errore e il contrario dell’errore fosse la verità. Oggi una verità può
avere per contrario un’altra verità». Con questo incipit il consiglere comunale del Pd, Enzo Del Vecchio, torna a parlare della tragica vicenda del dragaggio del fiume Pescara. Una situazione paradossale che sta mettendo in imbarazzo, otre che i cittadini pescaresi anche tutto l'Abruzzo.

L'IMBARAZZO DELLE ANALISI - «Sono mesi - scrive il capogruppo Pd al Comune di Pescara - che si cerca di trovare una verità tra le due analisi dei fanghi svolte da due diversi laboratori ma, oggi scopriamo, forse in maniera troppo pilatesca, che l’ISPRA incaricata di accertare la verità ne ha individuate due. Per non dare torto all’ARTA abruzzese o al laboratorio bresciano ha ritenuto di soprassedere alla decisione e lasciare spazio ad una nuova tornata di analisi. Totò e non solo lui avrebbero avuto lavoro per un secolo di fronte a tanta e tale ambiguità»E si perché non sembra sia stato neanche chiarito quale sia la metodica da utilizzarsi, per cui ognuno dei laboratori in causa potrà continuare per la strada sin qui seguita con buona pace della marineria, degli operatori commerciali, degli operatori turistici e della Città di Pescara che una cosa avrà comunque accertato: essere stata completamente abbandonata. Di fronte a questo inquietante spettacolo ed all’enorme danno socio-economico a cui è soggiogata Pescara bisogna che si cambi, qui si, il metodo di portare avanti le cose.

TESTA INCOLPEVOLE MA SI DIMETTA - «L’operoso quanto solitario ed incolpevole Commissario Guerino Testa - ha scritto Del Vecchio - rassegni immediatamente le dimissioni dall’incarico affinchè la Regione Abruzzo, che in tutto questo tempo ha dato sfoggio di tutta la sua ignavia per le problematiche pescaresi, si assuma fino in fondo le sue responsabilità quale
ente deputato alla manutenzione delle strutture portuali. Il Comune di Pescara, la Provincia, la Camera di Commercio e tutti gli organismi di rappresentanza e tutela del sistema economico sociale operante nelle strutture portuali di Pescara attivino immediatamente tutte le iniziative possibili nei confronti di coloro che hanno determinato tutto ciò attraverso azioni risarcitorie per gli ingenti danni causati. Infine, l’amarezza per il responso pilatesco dell’ISPRA – Istituto Superiore per la Protezione e Ricerca Ambientale del Ministero dell’Ambiente - che non
contribuisce a far comprendere quale metodo di analisi vada effettuato in determinate situazioni non può non richiedere la mobilitazione di tutti i parlamentari abruzzesi nei confronti del Ministero dell’Ambiente per accertare se questo Istituto abbia ancora ragione di esistere. Una verità comunque è emersa da quel mare di fango: gli interessi di immagine di talune istituzioni che si sono messi in gioco in questa vicenda hanno maggior rilievo della economia e dell’immagine di Pescara e dei suoi cittadini».

Marco Beef

mercoledì 01 febbraio 2012, 17:22

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