Diffamazione e ingiurie, la Teodoressa querela Pescara

Veronica Teodoro e suo padre Gianni hanno presentato una maxi denuncia per diffamazione e ingiurie nei confronti di 61 persone

Diffamazione e ingiurie, la Teodoressa querela Pescara

TEODORO E LA TEODORESSA QUERELANO. Veronica Teodoro e suo padre Gianni hanno presentato una maxi denuncia per diffamazione e ingiurie nei confronti di 61 persone, o meglio 61 utenti - che rappresentano una popolazione, un quartiere o addirittura un borgo di Pescara - visto che l'assessore e l'ex vicesindaco di Pescara se la sono presa con i cybernauti che, nel periodo in cui Veronica era appena entrata nella squadra di Marco Alessandrini, avevano espresso critiche e sfottò al limite del lecito, offendendo l'onore di padre e figlia.

LE RAGIONI DI GIANNI E VERONICA. «Abbiamo ritenuto, insieme al nostro legale», hanno fatto sapere Gianni e Veronica Teodoro, «di sporgere denunzia e querela nei confronti di quanti, esercitando impropriamente sul web il diritto di manifestare il proprio pensiero, hanno pensato di poter sconfinare con insulti gratuiti e offese personali oltre i limiti consentiti dal legittimo esercizio del diritto di esprimere la critica e il dissenso. Quando si fomentano irresponsabilmente gli istinti più bassi e si oltrepassano i limiti di un civile confronto democratico, dando libero sfogo all'uso del turpiloquio e della denigrazione personale, occorre rispondere con decisione e fermezza. Per queste ragioni abbiamo sentito forte il dovere di promuovere le opportune iniziative a tutela non solo del nome e della reputazione personale, ma anche di chi è impegnato con sacrificio nelle istituzioni».

LA NOSTRA OPINIONE. Non è mai bello quando un politico querela per diffamazione qualcuno, che si tratti di un giornalista o di un semplice cittadino, ma è anche vero che a volte bisogna mettere un freno alla maleducazione e all'eccesso, che su Internet troppo spesso tendono a dilagare. Detto ciò, è bene rendersi conto che la Teodoressa, essendo stata nominata assessore, va considerata un pubblico amministratore, e merita dunque rispetto per il ruolo che riveste; come più volte richiesto dal sindaco Alessandrini, è opportuno giudicarla per quello che farà anzichè per il suo cognome. Esprimere perplessità di carattere meritocratico è una cosa che ci può anche stare, ma chi insulta ha sempre torto. Cerchiamo di tenerlo a mente.

Giulio Bertocciani

mercoledì 24 settembre 2014, 10:50

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