Difendiamo la scuola pubblica

A Pescara la protesta contro la Fornero e per la dignità dell'insegnamento. Stop ai programmi, sì all'autogestione

Difendiamo la scuola pubblica

SCUOLA. IN DIFESA DELL'INSEGNAMENTO. I docenti dell’Istituto “Di Marzio-Michetti” di Pescara, riuniti in assemblea sindacale in data 29 ottobre – a fronte della “Legge di stabilità” approvata dal Governo ed ora all’esame delle Commissioni della Camera - danno inizio ad uno stato di agitazione, allo scopo di esprimere profonda amarezza ed il più forte dissenso nei confronti di una politica governativa meramente punitiva verso la scuola pubblica che costituisce ancora una volta un intollerabile attacco alla dignità, alla professionalità e alla libertà dell’insegnamento. «Non c’è da meravigliarsi - si legge nel comunicato del personale Ata e docenti- se perfino il Nostro Ministro che “dovrebbe rappresentarci” si è lasciato andare a considerazioni gravemente offensive sulla classe docente e a pindariche comparazioni con la situazione internazionale».

PER COSA SI LOTTA? Tornando nello specifico, il comma di legge 42 del DDL Stabilità che prevede, dopo otto anni di blocco sugli stipendi (con perdita dal 2006 del 25% del potere di acquisto) l’incremento, a parità di retribuzione, delle ore di insegnamento nella scuola media secondaria dalle 18 alle 24, è incettabile nel metodo e nel merito perché in totale disistima del diritto della Costituzione Repubblicana, in quanto si intervenie d’imperio su una materia regolata da contratti liberamente sottoscritti dalle parti ed attualmente in vigore.
Va evidenziato che la legge nella sua interezza produrrà un considerevole peggioramento delle ormai annose difficili condizioni in cui opera la scuola pubblica e non privata (doverosa precisazione), taglierà “ipso facto” oltre 20.000 posti di lavoro, ridurrà risorse umane e finanziarie in un ambito che ha già dato molto in termini di economie.

LA PROTESTA. «Noi docenti e personale ATA della “Di Marzio-Michetti” non siamo più disposti oltre, non staremo a guardare che un esecutivo tecnico mercifichi il lavoro qualificato della funzione docente. Conseguentemente, in coerenza con quanto sopra denunciato e in collaborazione con altre scuole di Pescara, pur garantendo la comunità studentesca nell’orario previsto dalla cattedra di insegnamento, avviamo una forma di contestazione che prevede la sospensione: dell’approvazione dei progetti da inserire nel P.O.F. (Piano dell’Offerta Formativa) in conformità con quanto già deliberato all’unanimità nel Collegio docenti del 26 ottobre 2012, del ricevimento famiglie, degli incarichi istituzionali, delle ore di supplenza a pagamento, delle comunicazioni a studenti e famiglie,delle uscite didattiche e dei viaggi di istruzione, delle attività della commissione elettorale».

SERVIZI GARANTITI. Il personale ATA garantirà l’orario di servizio previsto dal Contratto collettivo e le attività con copertura finanziaria di società esterne o altri enti che affittano i locali dell’Istituto, comunque sospendono altri incarichi senza fondo certo. Gli alunni da domani martedì 30 ottobre si riuniranno in assemblee per classe al fine di condividere con i docenti le tematiche della contestazione. Mercoledì 31 ottobre, venerdì 2 novembre e sabato 3 novembre ci sarà l’autogestione con attività laboratoriali e musicali in collaborazione con i docenti delle varie discipline. «Ricordiamo a tutti e in specie a chi ci governa - hanno concluso - che la cultura e la civiltà di una nazione nasce sui banchi della scuola pubblica».

Redazione Independent

martedì 30 ottobre 2012, 08:20

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