Di Primio: l'Altra Chieti, "Prima o poi i nodi vengono al pettine"

"A nulla sono valsi finora anche gli 'avvertimenti naturali' come le piogge del dicembre 2013 che avevano portato alla chiusura forzata del Megalò"

Di Primio: l'Altra Chieti, "Prima o poi i nodi vengono al pettine"

"Non sappiamo se il sindaco Di Primio sia effettivamente colpevole di qualche reato nell'ambito dell'inchiesta che il Corpo forestale e la Direzione Antimafia stanno portando avanti con l'operazione 'terre d'oro' e le 'corruzioni' inerenti il Progetto Megalo' 3 e, quindi, non condanniamo nessuno a priori aspettando che gli inquirenti portino a termine il loro importantissimo lavoro. Comunque, prima o poi tutti i nodi vengono al pettine".

A parlare e' il coordinamento cittadino di "l'Altra Chieti", che aggiunge: "Di certo c'e' che il sindaco Di Primio e la sua Giunta municipale di allora (Febbo, Bevilacqua, Colantonio, De Matteo, D'Ingiullo, Giampietro, Melideo, Russo e Viola) il 16 ottobre 2013 hanno adottato una delibera di Giunta (n. 1673/2013) che autorizzava il Comune ad affiancare e sostenere il ricorso, dinnanzi al Tar sezione di Pescara, presentato dalla societa' AKKA Srl (il cui proprietario e' cliente del nostro sindaco) contro il provvedimento del Genio Civile di Pescara che aveva espresso parere negativo alla realizzazione di Megalo' 3".

"Indubbiamente - rileva l'Altra Chieti - un atto sconsiderato e molto raro a vedersi: un Comune che appoggia gli interessi di un privato contro una decisione di un altro organo pubblico che ha la pertinenza e la giurisdizione in materia di salvaguardia ambientale e sulla incolumita' dei cittadini. Roba da non credere! Ma nella vicenda, ancora in corso, dei cosiddetti 'Megaloidi', come ebbe a definirli piu' di un anno fa il consigliere del Prc di Chieti Riccardo Di Gregorio, lo stesso sindaco Di Primio ha dato il meglio di se stesso. Infatti, invece di preoccuparsi e lavorare al recupero e alla valorizzazione del morente centro storico o delle tante aree e quartieri degradati della nostra citta' il sindaco e la sua Giunta hanno continuato e continuano a sostenere progetti di ulteriore cementificazione di aree nei pressi del fiume Pescara che andavano salvaguardate ed invece sono diventate oggetto, tramite il Prusst, di una gigantesca operazione spuculativa portata avanti anche a fronte di inadempienze e incapacita' dei privati ed ai miserrimi corrispettivi che avrebbero dovuto realizzare per la collettività".

LA SOLIDARIETA' DEL NCD. Intanto i parlamentari abruzzesi Federica Chiavaroli, Filippo Piccone e Paolo Tancredi hanno espresso solidarietà a Di Primio, loro compagno di partito, dicendosi sicuri che presto il sindaco riuscirà a dimostrare la propria estraneità ai fatti che gli vengono contestati. Per "l'Altra Chieti", però, c'è ancora un affondo da fare: "A nulla sono valsi finora anche gli 'avvertimenti naturali' come le consistenti piogge del dicembre 2013 che avevano portato alla chiusura forzata dell'attuale Megalo' per quasi due giorni a causa degli allagamenti e della persistenza del fango. Auguriamo sinceramente al sindaco di uscire penalmente pulito da questa vicenda ma, come amministatore (al pari dei suoi colleghi di Giunta, siano essi di Forza Italia, Udc o altri), queste storie rafforzano il giudizio di profonda incapacita' e inettitudine, per non dire altro, finora dimostrata nell'amministrare la nostra città".

Il corriere teatino

venerdì 09 gennaio 2015, 23:15

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