Delitto piccolo Maxim. Il papà confessa: «Sono stato io»

Crolla durante l'interrogatorio Massimo Maravalle. L'assassino ha ammesso di averlo strangolato

Delitto piccolo Maxim. Il papà confessa: «Sono stato io»

OMICDIO PICCOLO MAXIM. L'ASSASSINO CONFESSA IL DELITTO. È crollato davanti al Gip Gianluca Sarandrea l'assassino del piccolo Maxim, solo cinque anni, originario della Russia, adottato due anni fa dalla famiglia Maravalle. Ed è stato proprio il padre adottivo, Massimo, interrogato in carcere questa mattina a San Donato, ad ammettere di avere strangolato l'amore della sua vita, così l'hannod efinito i vicini, con entrambe le mani, nel sonno, venerdì notte.

Il perito informatico è difeso dall'avvocato Alfredo Forcillo, che ha richiesto un incidente probatorio per accertare se al momento del fatto Maravalle fosse in grado di intendere e volere. "Il mio assistito - spiega all'Ansa Forcillo - ha confermato quello che si sapeva già e ha di nuovo confessato di aver ucciso lui il figlio forse per un delirio riconducibile alla sua malattia che era ben controllata fino a quando ha preso i farmaci; medicinali che poi ha smesso di prendere autonomamente e senza dire niente a nessuno perché questi farmaci lo indebolivano e lo facevano star male e una volta che ha smesso di prenderli, non ha saputo gestire più evidentemente questi pensieri deliranti che gli facevano ritenere che ci fossero complotti che potevano provocare al figlio torture e cose di questo genere".

Il gip ha fissato al prossimo 24 luglio il conferimento dell'incarico per l'incidente probatorio.

Redazione Independent