Ddl: legge ad personas?

La corruzione costa all'Italia come tre manovre finanziarie da 20 miliardi. Siamo al 69esimo posto su 180 paesi

Ddl: legge ad personas?
IL DDL ANTICORRUZIONE APPROVATO AL SENATO. Il Governo ha ottenuto la fiducia al Senato con 228 voti favorevoli, 33 contrari e 2 astenuti. A parte l'Idv, e qualche altro senatore, hanno approvato praticamente tutti il maxiemendamento anticorruzione. Perfino la Lega, che aveva negato la fiducia al Governo Monti, ha approvato il Decreto. Al termine della votazione il Ministro della Giustizia ha commentato: «C'è grande soddisfazione per il Governo che ha creduto in questo DDl». Ora il provvedimento torna alla Camera per la quarta lettura.
IL COMMENTO DI LEGNINI. Il legislatore teatino, esponente del Pd, nonchè avvocato di lungo corso con ambizioni da sottosegretario, Giovanni Legnini, ha espresso su facebook il suo parere sul testo approvato. «Oggi - dice il senatore Legnini - abbiamo approvato la legge anticorruzione. Non è la migliore legge possibile ma un passo molto importante verso la prevenzione e il contrasto alla corruzione, l'incandidabilità dei condannati a tutte le cariche elettive, comprese quelle parlamentari, l'ampliamento della tutela penale anche alla corruzione tra privati»

IL COSTO DELLA CORRUZIONE IN ITALIA. L'Europa (e perfino l'Onu) ha da tempo sollecitato il varo di una legge sul dilagante fenomeno della corruzione ed il cui costo equivale a 3 manovre finanziarie da 20 miliardi di euro ciascuna. Scusate se è poco! Inoltre, la corruzione allontana anche gli investimenti stranieri dall'Italia. Secondo il Procuratore della Corte dei Conti, nella classifica di percezione della corruzione, su 182 paesi, l'Italia si colloca al 69esimo posto e per ogni punto di discesa in questa classifica, si stima che si perde il 16% di investimenti esteri.
IL VALORE POLITICO. I pochi aspetti positivi del Decreto consistono nell'introduzione del reato di traffico di influenze e del reato di corruzione tra privati. In ogni caso è la prima legge che arriva  da quando scoppiò lo scandalo di Tangentopoli. Infatti, passata la tempesta di Mani Pulite, la corruzione ha dilagato peggio di prima. La Severino lo ha sottolineato dichiarando qualche giorno fa "Viviamo una nuova tangentopoli".
L'OCCASIONE MANCATA. Se in effetti qualche articolo di legge timidamente pone qualche ostacolo alla corruzione, nel complesso le norme approvate al Senato non pongono un freno agli scandali che attraversano l'Italia tutta, anzi addirittura in qualche caso sono  peggiorative e favoriscono l'impunità. Le critiche più severe al testo uscito dal Senato riguardano : il falso in 
bilancio, che a suo tempo il Governo Berlusconi depenalizzò, e che non è stato modificato. E poi i reati di voto di scambio e di autoriciclaggio che sono stati ignorati. L'altro aspetto negativo del DDl è che non ha legiferato sulla incandidabilità  di chi ha ricevuto una condanna penale, delegando il Governo ad emanare entro un anno un decreto che impedisca la partecipazione alle elezioni dei condannati. I pericoli per costoro si allontanano e con  un sospiro di sollievo potranno cimentarsi nelle prossime tornate elettorali delle Regioni Lazio e Lombardia e a quelle per il Parlamento italiano ad aprile. Magari per loro, ma non c'è da giurarci, sarà l'ultima volta.
I PERICOLI CONTENUTI NEL DDL Emblematica è la mancata revisione della legge ex Cirelli quella cioè che, accorciando i tempi della prescrizione, ha consentito all'ex Premier Berlusconi di evitare pesanti condanne. Il decreto non inasprisce le pene previste per il  reato di concussione, 
reato spesso commesso da politici e amministratori pubblic, attualmente sanzionato all'art. 317 del c.p. con la reclusione da 4 a 12 anni. Il Decreto fa di peggio: le riduce prevedendo la "indebita induzione", portando il limite della reclusione a 8 anni. Considerando che la prescrizione incombe su un gran numero di processi per concussione, è facile prevedere che molti di essi 
saranno prescritti. Sarà un caso ma la nuova formulazione del reato calza a pennello per alcuni processi come quello del Rubygate,  che vede Berlusconi indagato per concussione e prostituzione minorile e come quello che interessa Penati, ex vice presidente PD della Regione Lombardia, indagato per concussione e corruzione. In questo caso è ingiusto parlare di legge ad personam e sembra più corretto utilizzare il plurale e parlare di legge ad personas.
Maria Manzo

giovedì 18 ottobre 2012, 15:51

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