Dai, convogliamo le acque del fiume oltre la diga foranea

Presentato il progetto sul Pescara inquinato. La barriera, sostenibile ed ecocompatibile, è da realizzare in capo al Provveditorato alle Opere Pubbliche

Dai, convogliamo le acque del fiume oltre la diga foranea

LO HANNO PRESENTATO. Il progetto temporaneo di convogliamento delle acque del fiume Pescara oltre la diga foranea, per eliminare il riservo su spiaggia, è stato illustrato dall’autore, l’architetto Nino Catani, che lo ha elaborato. Il progetto, portato all’attenzione dalla Confcommercio e sostenuto anche dalle altre sigle del settore balneare, ieri è stato al centro di un incontro tenutosi in Regione con il sottosegretario alla Presidenza per l’Ambiente Mario Mazzocca, a cui hanno partecipato anche il Comune di Pescara, Sib Confcommercio, Fiba Confesercenti, Confindustria e Ciba.

UNA BARRIERA "BELLA BELLA". La barriera, sostenibile ed ecocompatibile, è da realizzare in capo al Provveditorato alle Opere Pubbliche e la Regione è il soggetto che fornirà la copertura finanziaria. La durata dei lavori di apposizione della barriera è di 20/25 giorni; c'è però la procedura di affidamento dei lavori, che dovrà essere preceduta da una conferenza di servizi che si potrà svolgere in Capitaneria e con il supporto del Provveditorato, appena il progetto diventerà definitivo e si saranno trovate le risorse necessarie. Sarà questa la tanto attesa soluzione ai problemi che attanagliano il mare 'zezzo' di Pescara?

“Il progetto parte da una serie di dati necessari redatti dall’Ispra, Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale – ha detto Catani – Poi ci sono foto aeree in cui si vede l'effetto tappo della diga foranea nel tempo; abbiamo trovato anche uno studio dell'Apat, l’Agenzia per la protezione dell'ambiente, realizzato in sinergia con altri enti in cui già dal 2005 proponevano di mettere una barriera galleggiante a tutela dell'acqua marina. L'acqua dolce è più leggera di quella salata e può essere convogliata al largo, oltre la diga foranea. Il progetto mira infatti a creare un naturale deflusso con una barriera galleggiante flessibile, che si muove secondo l'altezza delle maree. Parte dalla testa del molo nord, si allarga e conduce le acque oltre la diga foranea. Tutta la barriera è lunga 800 metri, accompagnata da una serie di boe e cime luminose che ne segnaleranno la presenza ai natanti, costantemente. La profondità è minima: va da 1,5 m dalla base di attacco del molo dove ci sono gli scogli e diventa più profonda, con un'altezza costante di 2,50, per il resto della barriera. E’ realizzata con materiale collaudato per resistenza ed ecocompatibilità. E’ una protezione temporanea, quindi per tutta la stagione balneare e rimovibile in seguito, per poter essere riutilizzata all'occorrenza”.

La sentinella ambientale

sabato 09 aprile 2016, 12:56

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