Congiura antimascista a 2 mesi dal voto: cui prodest codesta sfiducia?

Ventuno consiglieri hanno firmato le dimissioni davanti al notaio. Ora la "grana" è normativa: si vota a maggio o l'anno prossimo?

Congiura antimascista a 2 mesi dal voto: cui prodest codesta sfiducia?

MASCIA SFIDUCIATO DA 21 CONSIGLIERI: SI VOTA A MAGGIO O NEL 2015? Le "Norme per lo svolgimento delle elezioni dei consigli provinciali, comunali e circoscrizionali" sanciscono che il termine ultimo per protocollare l'atto di sfiducia nei confronti del sindaco di Pescara, Luigi Albore Mascia, doveva essere al 24 febbraio.

Ciò non è avvenuto poichè, soltanto questo pomeriggio alle ore 17, ventuno consiglieri comunali su quaranta hanno avuto il coraggio di staccare la spina siglando l'atto davanti al notaio.

E adesso, cosa accadrà? Da regolamento dovrebbe arrivare il commissario straordinario, nominato dal prefetto, per amministrare la città più grande d'Abruzzo sino all'indizione di nuove elezioni: ossia per la prossima primavera.

Una tesi che, naturalmente, non trova d'accorso chi ha ordito la congiura "antimascista" che, in tutto e per tutto, somiglia a quello che è capitato nella vicina Montesilvano, qualche settimana fa, soltanto a parti inverse (la destra coi voti della maggioranza che sfiducia la sinistra).

Secondo i 21 consiglieri, infatti, poichè le nuove elezioni amministrative erano già state indette per il 25 maggio, scadenza naturale dell'Amministrazione Mascia, allora di dovrebbe essere un'interpretazione pro bono del Tuel (Testo Unico degli Enti Locali) al decreto per l'indizione di nuove elezioni, che è già stato sottoscritto.

La domanda, a questo punto, nasce spontanea: e se non fosse questa la tesi normativamente corretta? Allora a pagare le conseguenze di una simile scelerarezza, ossia non consentire ai cittadini l'imminente partecipazione elettorale, sarebbero inevitabilmente gli organizzatori "tardivi" di un simile piano. 

Renato Ranieri (Liberali per Pescara) prova a spiegare la situazione in questo modo: "Stiamo certificando che Albore Mascia non ha e non ha avuto da due anni la maggioranza per governare in maniera serena la città di Pescara. La colpa è solo del sindaco e dei suoi rappresentanti di partito che per arroganza e superiorità non hanno mai voluto accettare un dialogo e un confronto democratico. Quando l’opposizione ha chiesto un confronto sulle questioni che più stanno a cuore alla gente, come le riduzioni della Tares, evitare la chiusura di corso Vittorio Emanuele e una più incisiva lotta agli sprechi, ci hanno risposto con l’indifferenza politica e l’arroganza tipica di chi si sente più forte degli altri. Pescara è stata violentata più volte. Ma ora basta far subire violenze alla città e alla sua gente. Albore Mascia e la sua maggioranza devono andare a casa”.

Ma a due mesi dal voto? Non si poteva aspettare il giudizio dei cittadini?

Forse in politica le strategie valgono più del buonsenso.

Redazione Independent

giovedì 13 marzo 2014, 19:21

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