Chieti centrodestra nel caos. Buracchio soffia sul fuoco: «O Noi, o Di Primio»

Il segretario dell'Udc continua il pressing sui vertici di Forza Italia e Nuovo Centro Destra. L'alternativa è Mauro Febbo?

Chieti centrodestra nel caos. Buracchio soffia sul fuoco: «O Noi, o Di Primio»

DI PRIMIO NON VA BENE AD ANDREA (UDC), TOCCA A FEBBO? «Entro la prossima settimana il centrodestra avrà il suo candidato sindaco. Noi ribadiamo il nostro “no” a Di Primio». Così il segretario cittadino dell'Udc Andrea Buracchio ha ribadito, ieri, ai vertici di Nuovo Centro Destra e Forza Italia la posizione politica dei democristiani teatini in vista delle prossime elezioni comunali di primavera. Adesso toccherà a Federica Chiavaroli e Nazario Pagano fare "sintesi" per conquistare l'ultimo baluardo del centrodestra (insieme a Terano) e portarlo al Palazzo d'Achille. Naturalmente, bisognerà fare i conti anche con l'avvocato teatino Umberto Di Primio che non è disposto a fare passi indietro ed sostenuto dall'anima forte del partito di Alfano, Fabrizio Di Stefano. Inoltre, l'alternativa all'attuale sindaco, cioè il consigliere forzista Mauro Febbo, non sembra intenzionato a raccogliere questa sfida che potrebbe rivelarsi anche una "trappola" visto il clima d'incertezza e le ultime vicende che hanno travolto il centrodestra teatino. Non si esclude, infine, il nome di un possibile outsider appartenente all'area di "Noi Con Salvini" che, ieri a Montesilvano, ha registrato un discreto successo di pubblico.

GLI AVVERSARI. Il centrosinistra teatino non ha ancora avviato la campagna elettorale che comincerà, verosimilmente, dopo il congresso del primo marzo. Alessandro Marzoli, grande escluso delle competizione per presunte irregolarità nella presentazione delle liste, sarà sicuramente una carta importante per il candidato sindaco della coalizione, l'architetto Luigi Febo. In casa cinquestelle, invece, si registra un clima sereno: la scorsa settimana c'è stato l'accordo tra le due anime del MoVimento, rappresentate rispettivamente dal consigliere regionale Sara Marcozzi ed Andrea Di Ciano, le quali hanno raccolto le indicazioni "romane" e che impongono la coesione degli attivisti pena il ritiro del simbolo. Considerate le forze in campo, dunque, è improbabile che ci sarà un vincitore al primo turno elettorale come successo, lo scorso maggio, nella vicina Città di Pescara. 

Redazione Independent

venerdì 06 febbraio 2015, 16:31

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