Centro Oli: che succede?

L'ultima maggioranza prima delle elezioni vota la variante al Prg. Contrada Feudo passa da agricola a industriale

Centro Oli: che succede?

SUPERATO L'OSTACOLO? - Ortona, 14 marzo 2012, data dell’ultimo consiglio comunale dell'Amministrazione del sindaco, l'ingegnere Nicola Fratino, prima delle votazioni amministrative di maggio. Un consiglio comunale che, tra l’altro, ha preso atto degli adeguamenti inerenti gli elaborati tecnici in merito all'attuazione del PRG. Uno di questi elaborati è un correttivo che recepisce l'indicazione del PRG per trasformare la zona in contrada Feudo (l’area dove dovrebbe sorgere il Centro Oli), da agricola a industriale, ultimo vero ostacolo alla sua realizzazione? Il consiglio comunale  vota a favore, con parte della maggioranza e il consigliere Franco Musa della opposizione (10 favorevoli e 9 contrari). L’area di contrada Feudo diviene industriale dunque per un voto solo. 

L'ENI E ROBERTO PETRI - Oggi  più che mai suona sinistro l'improvviso annuncio del 30 ottobre scorso, del dirigente ENI Roberto Petri. Una dichiarazione di pochi minuti, attraverso il telegiornale regionale della RAI, dove il membro del Consiglio d’amministrazione dell'ENI ribadiva l'intenzione di perseguire la realizzazione di un imprecisato centro a carattere industriale, voluto da indefiniti enti locali.  "E' storia nota - scrive il Wwf Zona Frentana e Costa Teatina - che l'area di coltivazione denominata Miglianico, oggi facente capo all'Adriatica Idrocarburi di proprietà ENI, non è soggetta ad alcuna istanza di rinuncia presso il Ministero preposto. Una istanza che doveva essere un atto dovuto, in seguito ai proclami della proprietà, la quale dichiarava di non interessata a costruire il Centro Oli tra le vigne del Montepulciano ad Ortona. Un’ affermazione di rinuncia decisa a seguito della contrarietà al controverso impianto espressa dalla Conferenza Episcopale Abruzzo Molise, dal mondo dell'agricoltura, da enti, associazioni e società civile".

IL WWF NON SI FIDA DELLA REGIONE - La Regione Abruzzo ritiene che con la  Legge Regionale n. 48 del 2010 è possibile impedire la realizzazione del Centro Oli.  Ma il WWF non ci crede. Questa legge infatti prevede soltanto limiti per l’ installazione di impianti di trattamento idrocarburi liquidi e gassosi in zone di pregio, a vario titolo. Via libera totale, dunque, nelle zone industriali per detti impianti. "Ora tutto è chiaro: dopo la turbogas, la discarica di amianto, il deposito di pet-coke, mancava solo la raffineria che emetterà ogni giorno una tonnellata di fumi da combustione, in particolare l'idrogeno solforato – sostanza la cui  tossicità è equiparata al cianuro - per mostrare il vero intento di chi vuole  che Ortona e il suo porto diventino un polo minerario a tutti gli effetti", spiegano Fabrizia Arduini, referente Ortona, e la presidente Ines Palena.

ACCESSO AI DOCUMENTI - L’Associazione WWF Zona Frentana e Costa Teatina ha già formalizzato la richiesta di accesso agli atti, al fine di esaminare tutta la documentazione e 
valutare le misure necessarie ad impedire questa prospettiva, che renderebbe Ortona, invece che capofila del Parco Nazionale della Costa Teatina, la “prima della classe in impianti insalubri di prima classe”. Una bella differenza, sia dal punto di vista ambientale che occupazionale.

Redazione Independent

giovedì 15 marzo 2012, 18:56

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