Cavalli (altro che manzo!)

Residui di carne equina nei prodotti Buitoni. La frode alimentare coinvolge anche Findus e Burger King

Cavalli (altro che manzo!)

CARNE DI CAVALLO NEI TORTELLINI E NEI RAVIOLI BUITONI. Dopo che nei prodotti a base di carne di manzo della "Findus" e della "Burger King" sono state trovate residui di carne cavallo, anche nei tortellini e nei ravioli prodotti dalla Buiton, sono state trovate tracce di carne equina. La Nestlé, la più grande multinazionale del settore alimentare che controlla la Buitoni, ha ritirato in tutta fretta dalla vendita in Italia e Spagna questi prodotti tipici della tradizione alimentare italiana. Anche le lasagne Buitoni, prodotte in Francia, saranno ritirate dal mercato per lo stesso motivo. Il comunicato del colosso svizzero, secondo cui non ci sarebbero problemi di sicurezza alimentare, non rassicura più di tanto. I controlli dei Nas scattati in tutta Italia fanno nascere il sospetto che il controllo sanitario sulla filiera produttiva della Buitoni, sia approssimativo.  

FRODE ALIMENTARE E DANNI ALLA SALUTE. La preoccupazione principale delle autorità sanitarie è che, a parte la frode commerciale (mancata indicazione nell'etichetta della presenza di carne equina), possa esserci anche un danno per la salute umana. La carne equina, potrebbe provenire da cavalli da corsa arrivati a fine carriera o da cavalli impiegati a scopi ludici trattati con farmaci dannosi per la salute umana. Si sospetta infatti che allevatori senza scrupoli vendano illegalmente a prezzi stracciati carne di cavallo non DPA (non destinato all'alimentazione), che, attraverso una serie di oscuri  passaggi  finisca poi sulle nostre tavole. Le associazioni dei consumatori per questo motivo chiedono una maggiore tracciabilità al ministro della sanità cosicchè, attraverso una etichetta trasparente, sia possibile conoscere perlomeno il percorso delle materie prime contenute nei tortellini, ravioli, lasagne ecc.

L'INDUSTRIA ALIMENTARE E LA DIETA COMPATIBILE. Per l'industria alimentare, che come ogni attività economica ha come fine ultimo il profitto, gli alimenti che essa produce non sono che una merce e non un bene  fondamentale per la salute umana. Il rapporto tra la produzione industriale di alimenti e salute è difficilmente componibile come si è visto con la Buitoni,  preoccupata di acquistare carne al prezzo più basso possibile piuttosto che utilizzare la carne qualitativamente migliore, ma generalmente più costosa. Il sospetto con cui si guarda all'industria degli alimenti e l'esigenza avvertita della sanità dei cibi, ha alimentato il dibattito sulla necessità di un'alimentazione più consapevole ed ecocompatibile. Gli stili alimentari sono diventati un'esigenza primaria sia per le conseguenze sulla salute umana, ampiamente illustrate da centinaia di studi scientifici, sia per i suoi riflessi sull'ecosistema. La stessa crisi economica sta contribuendo a modificare i modelli di consumo spostando l'interesse dei consumatori verso quelle diete più compatibili con l'ecosistema ed economicamente meno costose rispetto alle diete di tipo nordeuropeo o nordamericano basate sul consumo di carne, principalmente bovina, e grassi animali. Basti pensare che l'allevamento di bestiame è responsabile per circa il 20% della produzione di gas ad effetto serra, superiore a quella del trasporto che incide per il 14%. La dieta vegetariana o quella mediterranea invece  a parità di calorie prodotte comportano un impatto ambientale di 60 volte inferiore.

PER L'UNESCO LA DIETA MEDITERRANEA PATRIMONIO IMMATERIALE DELL'UMANITA'. La parola dieta ,come la sua stessa etimologia suggerisce (dal greco antico "diaita"), non riguarda solo il nostro rapporto con i cibi, ma coinvolge addirittura il nostro stile di vita. Per dieta mediterranea perciò non s'intende solo un'alimentazione basata su consumo di olio di oliva,cereali, legumi, frutta e verdure e con modesti consumi di latticini, carne e grassi animali. Più precisamente s'intende una serie di pratiche, conoscenze, attività e tradizioni che comprendono l'attività agricola, la raccolta dei prodotti della terra, la pesca, la preparazione dei cibi, la loro conservazione ed infine il loro consumo. La dieta mediterranea oltre a essere salutare, ecocompatibile ed economicamente vantaggiosa per i consumatori, per sua natura tende a valorizzare la biodiversità e a dare notevole impulso alla green economy.

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giovedì 21 febbraio 2013, 11:40

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