Caso Sangritana, D'Alessandro: "Nessun salvataggio dell'Arpa"

Il consigliere regionale del Partito Democratico interviene nuovamente sull'azienda unica di trasporto pubblico locale e rassicura il fronte lancianese

Caso Sangritana, D'Alessandro: "Nessun salvataggio dell'Arpa"

SANGRITANA, CAMILLO RISPONDE. Il consigliere regionale del Partito Democratico Camillo D'Alessandro interviene sull'accorpamento della Sangritana con Arpa e Gtm e sulle polemiche che si sono sollevate sull'argomento da parte del "fronte" lancianese. "La legge sulla società unica dei trasporti - ricorda D'Alessandro - già c'è ed è stata approvata nel 2012. Significa che il nuovo Ente potrebbe nascere domani, con la sola esclusione del ferro. Dopo quell’approvazione, però, proprio da Sangritana partì l'iniziativa per includere anche il ramo ferro, perché l'esclusione avrebbe comportato gravi problemi di sostenibilità economica. Noi oggi non facciamo altro che includere nella società unica anche il ferro, proprio per garantire il futuro a tre società che, divise tra di loro, non hanno alcuna prospettiva di sopravvivenza”.

"TRANQUI, NESSUN SALVATAGGIO". Per D’Alessandro, dunque, è "ingiusto parlare di salvataggio di qualcuno, in questo caso l’Arpa, a danno di qualcun altro, vale a dire la Sangritana. Tutte e tre le società, in primis la Sangritana, salterebbero in caso di applicazione dei costi standard. Se vogliamo garantire il futuro al trasporto pubblico locale e soprattutto ai lavoratori, non possiamo giocare sulla loro pelle. Questa è la verità e noi non consentiremo lo sfascio di realtà che sono patrimonio di tutti gli abruzzesi”. Il leader di Progetto Lanciano Pino Valente, invece, si era chiesto "come è possibile che l’azienda capofila (Arpa, ndr) sia quella capace di creare una voragine di perdite e non invece le aziende con i conti in regola. Quello che sta accadendo nel silenzio della politica regionale è una vergogna senza precedenti".

IL LAMENTO DI PINO. Valente parla di "una riforma seconda per importanza solo a quella sanitaria decisa da due persone, il presidente D’Alfonso e il suo braccio destro Camillo D’Alessandro, alla faccia delle tante belle parole spese in campagna elettorale". L’appello di Valente è proprio per il Faraone: “D’Alfonso è venuto spesso in campagna elettorale a Lanciano, in questo caso non si è fatto vedere nessuno. La sua presenza è indispensabile, lo avrebbe già dovuto fare come promesso all’amministrazione comunale: lo faccia adesso, ci metta la faccia e venga a spiegare un progetto di tale importanza e di tale impatto per il nostro territorio. Non si chiuda nel palazzo regionale come fece Chiodi, si dimostri diverso dai suoi predecessori".

LA RICHIESTA DI PROGETTO LANCIANO. La richiesta che fa Progetto Lanciano è di "sospendere temporaneamente la fusione e sentire le voci dei territori. Cinque anni passano velocemente e il popolo frentano non dimenticherà questa operazione di distruzione del vettore frentano”. Insomma, no a una Sangritana "immolata per salvare l’Arpa, che è bene ricordare ha chiuso il bilancio 2013 con una perdita di oltre 12.000.000 di euro. Un comportamento che non ci piace e che contrasteremo in ogni modo possibile".

Giuseppe Marfisi

mercoledì 03 dicembre 2014, 19:45

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