Camillo si gasa per TPL: "Abbiamo fatto tutto in sette mesi". Ma Febbo lo stoppa

Il sottosegretario-presidente dell'assemblea Pd sul nuovo soggetto pubblico: ben 1.613 dipendenti di Arpa, Sangritana e Gtm. E quella consulenza da 700mila euro?

Camillo si gasa per TPL: "Abbiamo fatto tutto in sette mesi". Ma Febbo lo stoppa

D’ALESSANDRO SULLA SOCIETA’ UNICA DI TRASPORTO PUBBLICO. “In sette mesi è stato annunciato, pensato e realizzato ciò che chi ci ha preceduto aveva puntualmente rinviato. Sono conclusi infatti i passaggi e la società unica del trasporto pubblico locale è ormai una realtà: ciò che emerge con chiarezza è che questa scelta coraggiosa ha sbarrato la via ad una minaccia che incombeva sui 1.613 dipendenti per i quali era a rischio la prospettiva lavorativa”. E’ quanto afferma il Sottosegretario alla Giunta regionale Camillo D’Alessandro a proposito della approvazione, avvenuta oggi, del piano di fusione che ha portato alla nascita della società unica di trasporto pubblico locale denominata TUA.
“Ora – prosegue D’Alessandro – colto questo traguardo, possiamo affrontare con maggiore serenità gli ulteriori obiettivi: primo, il completamento del piano industriale che prevede il taglio delle sovrapposizioni, l’integrazione ferro-gomma e la riorganizzazione del lavoro rispetto alle attuali tre differenti modalità; secondo, entro i termini del perfezionamento della fusione continueremo il serrato confronto per arrivare a un contratto nuovo ed unico salvando la futura società da eventuali ricorsi che potrebbero far saltare l’equilibrio economico, tutto da raggiungere; terzo, definiremo una nuova programmazione regionale sui trasporti dovendo fare i conti con dieci milioni in meno sul bilancio regionale a cui potranno aggiungersi ulteriori tagli nei trasferimenti”. D'Alessandr chiude l'intervento attaccando il centrodestra reo di non avere nemmeno un argomento valido per contestare l'azione amministrativa del centrosinistra.

FORZA ITALIA VEDE SOLO FUMO. “Il gruppo di Forza Italia ha deciso di mantenere la stessa posizione assunta il 9 dicembre scorso e seppur condividendo la ratio di un progetto che nasce con il precedente governo regionale, contestiamo la scelta della società in house e per questo abbiamo ritenuto opportuno astenerci”. E’ quanto dichiara Mauro Febbo a margine dei lavori del Consiglio regionale nel  corso del quale è stato discusso il progetto di fusione delle Società di trasporto partecipate dalla Regione Abruzzo. “Premesso che la nostra opposizione, portata avanti anche durante le sedute delle Commissioni, mira all’interesse della Regione e della collettività  - prosegue Febbo - siamo convinti che si tratta di un processo al quale bisogna arrivare ma con modalità differenti. Oggi è stato presentato un Progetto che proprio grazie a noi è tornato all’esame dell’Aula, costringendo la maggioranza a questo passaggio avendo presentato ben 750 emendamenti nella seduta del 9 dicembre.  Inoltre all’esame del Consiglio è arrivata la terza stesura dello Statuto per il quale abbiamo ottenuto e preteso delle importanti modifiche, anche grazie alla collaborazione di alcuni colleghi della maggioranza”. Per Febbo sono solo tre le certezze: un contenzioso di 700.000 euro, un costo del Cda di gran lunga superiore al complessivo dei tre Cda fusi e l'aumento del costo del biglietti del 5%. 

Chi ha ragione?

Redazione Independent

 

lunedì 16 marzo 2015, 17:36

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