Bufale e Fake News: la disinformazione ai tempi del web

Il fenomeno sta dilagando sul web tanto che sono pronte delle leggi per contrastare la 'piaga della disinformazione'. Quali sono i rischi?

Bufale e Fake News: la disinformazione ai tempi del web

BUFALE E FAKE NEWS: LA DISINFORMAZIONE AI TEMPI DEL WEB. Internet nasce come fonte d’informazione e, nonostante tutto, ancora oggi mantiene questo suo obiettivo iniziale: purtroppo, bisogna anche sottolineare quanto il fenomeno delle bufale stia dilagando sul web. Al punto da far parlare i media di una vera e propria “piaga della disinformazione”. È un argomento scottante e complesso, che indubbiamente meriterebbe l’intervento di esperti del settore: noi possiamo solo limitarci a sottolineare quali sono i rischi legati a questa disinformazione dilagante ai tempi di Internet. Questi rischi, fra l’altro, non sono certamente pochi: un po’ come è avvenuto con la televisione, ogni informazione che passa tramite questo canale assume un’importanza data come scontata. È la logica dell’autorità di canale, appunto, che investe anche la rete. Le conseguenze, però, vanno ben al di là della teoria.

BUFALE DIGITALI: LA "WEB-EURISTICA COGNITIVA". Il cervello, quando assimila delle informazioni, tende prima a valutare una serie di elementi a supporto di esse. È un meccanismo di difesa che teoricamente ci mette al riparo dal recepimento di notizie false o tendenziose. Si tratta di un meccanismo cognitivo che prende il nome di euristica: un insieme di processi che la mente svolge in automatico, e che le permettono di sgravare un peso cognitivo altrimenti impossibile da sostenere. In parole povere, il cervello sfrutta certi elementi per determinare quasi subito la bontà dell’informazione che riceve. Generalmente questo sistema funziona, ma non è privo di falle: ne sono testimonianza le strategie di propaganda utilizzate da regimi totalitari come il nazionalsocialismo e il fascismo. La mente, dunque, può essere plagiata: questo accade anche con le bufale digitali. Colpa dei social network: veri e propri veicoli di notizie non confermate, virali e incontrollate.

IL CASO DELLE SLOT ONLINE: ATTENZIONE ALLE FONTI. Ogni giorno che spendiamo in rete ci consente di entrare in contatto con notizie false di ogni tipo. Un esempio è il caso dei giochi di slot online: il web, infatti, è pieno di notizie false e di suggerimenti sbagliati su come aumentare le probabilità di vincita a questi giochi. In realtà, queste fake news hanno solo l’obiettivo di convincere le persone a giocare e a spendere i loro soldi. In casi come questo è di fondamentale importanza valutare bene le fonti. Esistono infatti, anche nel caso dei giochi di slot online, articoli provenienti da fonti attendibili che spiegano i vari comportamenti di gioco e trucchi per le slot machine che possono effettivamente massimizzare le opportunità di centrare una combinazione vincente. Internet, dunque, non è solamente la causa ma anche la cura per la disinformazione: scegliendo con criterio le fonti e imparando a proteggere l’aspetto euristico della nostra mente, è possibile trovare le informazioni attendibili.

SOCIAL FAKE NEWS: IL CASO DONALD TRUMP. Donald Trump ha vinto le elezioni per merito delle campagne social? Non è esagerato presupporre che queste ultime gli abbiano dato una mano non trascurabile. Qui però non si parla tanto delle canoniche strategie di promozione, ma di un vero e proprio bombardamento di fake news. Lo sostiene una ricerca condotta dall’Australian Strategic Policy Institute: secondo i sondaggi, l’88% degli elettori americani avrebbe dato il proprio voto basandosi anche sulle notizie diffuse dai social. Notizie come “Papa Francesco appoggia Donald Trump”, o come “Hillary Clinton rifornisce gli eserciti dell’ISIS”: fake news condivise ad hoc sui social, per scatenare una corsa al fattaccio senza precedenti.

Redazione Independent

martedì 28 novembre 2017, 19:01

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