Buco nei conti dell'Abruzzo da 455 milioni. Di chi è la colpa?

L'assessore al Bilancio Paolucci: «Rilievi della Corte dei Conti sono il nostro punto di partenza». Ma è la spesa sanitaria a fare tremare la Regione

Buco nei conti dell'Abruzzo da 455 milioni. Di chi è la colpa?

ALLARME DELLA CORTE DEI CONTI: C'E' UN DISAVANZO DI 455 MILIONI. "Prendiamo atto della parziale parificazione del Rendiconto 2012 che è arrivata dalla Corte dei Conti e sarà nostro compito partire da qui per cambiare il futuro finanziario dell'ente Regione". È il commento dell'assessore Bilancio e Sanità, Silvio Paolucci, subito il giudizio di parificazione dei giudici contabili di controllo. "E' stato certificato di fatto che il bilancio regionale presente delle criticità - aggiunge l'assessore Paolucci - e che queste criticità corrispondono a quelle che abbiamo rilevato fin dal primo giorno del nostro insediamento. Non a caso la lettera del Presidente inviata a tutte le direzione sullo stato debitorio, potenziale e in atto, dell'Ente conferma che abbiamo le idee chiare sul da farsi. I rilievi formali su Rendiconto e Dpefr sollevati dalla Corte saranno il nostro punto di partenza. Così come sarà nostro compito avviare un'azione contabile di riallineamento dei residui attivi e passivi, che mi sembra sia una forte criticità, e strutturare una seria governance delle società partecipate". Secondo l'assessore al Bilancio accanto ai rilievi formali, la Corte "ci invita ad operare subito sul disavanzo di 455 milioni di euro non riportato nei successivi bilanci di previsione". Da qui l'idea dell'assessore Paolucci: "concordare, anche e soprattutto con il supporto della stessa Corte dei Conti, di un serio piano di ammortamento del disavanzo accertato. Solo risolvendo questo forte elemento di criticità è possibile pensare per il futuro una programmazione contabile di qualità e di sostanza". Passi avanti, invece, la Corte ha rilevato sul fronte dei conti del sistema sanitario regionale, con avanzi di bilancio realmente accertati e riutilizzati. "Anche se - conclude Silvio Paolucci - non si può nascondere l'espresso riferimento che la Corte fa negli anni dal 2001 al 2005 di una spesa sanitaria incontrollata che ancora pesa nella gestione finanziaria del sistema sanitario".

D'ALFONSO: «OCCASIONE PER FARE CHIAREZZA». "Un eccellente lavoro che rappresenta soprattutto un'occasione di verità sullo stato dell'arte della finanza regionale e permette a questo nuovo governo regionale di fissare con precisione il punto di partenza". Lo ha detto il presidente della Giunta regionale, Luciano D'Alfonso, commentando la decisione della Corte dei Conti regionale che nel giudizio di parificazione del rendiconto finanziario della Regione Abruzzo del 2012 relativo all'esercizio finanziario 2012, ha sollevato alcune importanti censure e non concesso di visto di parificazione ad alcune parti del rendiconto stesso. È la prima volta che il bilancio dell'ente regione passa sotto la lente di osservazione della Corte dei Conti e questo per il presidente D'Alfonso rappresenta "un atto di verità che da una parte evidenzia chiaramente che la Regione ha oggettive situazioni di difficoltà e di affanno, ma dall'altro ci dice di che cosa questa amministrazione dovrà rispondere". Le censure della Corte dei conti riguardano soprattutto "la veridicità sul valore dei residui, la reale consistenza materiale e finanziaria del patrimonio immobiliare della Regione, il quadro riassuntivo che accerta un disavanzo nella gestione 2012 di circa 455 milioni di euro e il controllo e vigilanza sulle società partecipate". Un punto, quest'ultimo, che non ha mancato di stimolare l'impegno preciso del presidente Luciano D'Alfonso, a fronte della contestazione della Corte di una forte carenza di controllo sulle società partecipare. "Entro dicembre - ha detto - è mia intenzione strutturare una direzione regionale ad hoc che si incarichi direttamente di seguire in ogni atto le singole partecipate". Un principio che D'Alfonso aveva già anticipato nel suo discorso di insediamento e che il giudizio di parificazione della Corte dei Conti ha rafforzato. Come ha rafforzato l'idea di "creare necessariamente una governance delle società partecipate, perché in tutti questi anni - ha aggiunto D'Alfonso - è completamente mancata una regolazione dei rapporti tra Regione e partecipate". Anche sul fronte del patrimonio immobiliare, il presidente della Giunta regionale ha assicurato alla Corte "un utilizzo razionale e ragionato di tutto il patrimonio nella disponibilità della Regione, come impegno primario".

Redazione Independent

giovedì 10 luglio 2014, 18:02

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