Bracco non molla l'osso: "Quattro milioni sprecati per le scuole"

Il consigliere di Possibile attacca la burocrazia delle Province incapace di spendere denaro per la messa in sicurezza degli istituti di Chieti, Pescara e Alanno

Bracco non molla l'osso: "Quattro milioni sprecati per le scuole"
BRACCO NON MOLLA L'OSSO: "SOLDI BUTTATI PER LE SCUOLE". "Quattro milioni di euro di fondi comunitari destinati alla messa in sicurezza di quattro istituti superiori scolastici pescaresi e chietini che torneranno a Bruxelles. Nonostante il fatto che di denaro ne serva a iosa per sistemare ma soprattutto rendere sicuri i luoghi che ogni giorno migliaia di ragazzi frequentano per costruirsi un futuro, la classe politica abruzzese, per l’ennesima volta, dimostra la propria limitatezza e, forse, la propria inadeguatezza. E le conseguenze le pagheranno, nuovamente, quelle generazioni che di colpe non ne hanno. Per non parlare poi del fatto che la vicenda che ora andro’ a raccontare potrebbe avere anche strascichi giudiziari". Continua il j'accuse di Leandro Bracco, consigliere regionale di Possibile, che già nei giorni scorsi aveva tirato in ballo la politica e la burocrazia di leggerezze inammissibili come nel caso dei fondi europei destinati alle scuole rispediti a Bruxelles. I fatti cui fa riferimento il consigliere Braccon riguardano il liceo scientifico 'Masci' di Chieti (sede principale - 346 iscritti nell'anno scolastico '11-'12), 'Itis' Savoia di Chieti (300 iscritti), 'Misticoni-Bellisario' di Pescara (519 iscritti), tecnico agrario di Alanno (184 iscritti).

I BANDI CONTESTATI. "Ad ottobre 2012 - specifica Bracco - la Giunta regionale pubblica un avviso che riguarda la possibilita’ di ottenere fondi europei (PAR FAS) per quanto riguarda la messa in sicurezza di istituti scolastici. Le province di Pescara, Chieti e L’Aquila aderiscono all’avviso pubblico e nei propri bilanci destinano alcune somme riservate alla messa in sicurezza di 5 istituti superiori (che sono di propria competenza a differenza delle scuole materne, elementari e medie la cui competenza spetta invece ai singoli Comuni). Ad ottobre 2014 - prosegue - viene pubblicata la graduatoria definitiva delle scuole provinciali ammesse al riparto dei fondi europei. Questi fondi sono soggetti alla procedura del cofinanziamento: l’ente locale deve farsi carico almeno del 26% della cifra complessiva che necessita per la messa in sicurezza di una determinata scuola. Se l’ente locale mette a disposizione il denaro, l’Unione Europea si rende disponibile fino a una percentuale del 74%. Se invece l’ente locale non mette denaro, anche l’UE non si rende disponibile per nulla e la cifra che avrebbe a disposizione la riserva per un istituto scolastico di un altro Stato membro.


LA DELIBERA MAI ARRIVATA IN GIUNTA. "A fine settembre 2014 - continua il consiglire regionale - la Provincia di Pescara, con una deliberata di giunta mai arrivata in Consiglio provinciale e dunque mai legittimata da un voto del Consiglio provinciale stesso, dirotta il denaro inizialmente previsto per la messa in sicurezza delle scuole verso altre destinazioni. Il 12 ottobre dello stesso anno - prosegue - si insedia il nuovo presidente della Provincia di Pescara (che e’ anche sindaco di Abbateggio) Antonio Di Marco. La questione che riguarda i fondi europei per la messa in sicurezza delle scuole non approda mai in Consiglio provinciale. Il 6 aprile 2015 avrebbe dovuto essere presentato il verbale di consegna di inizio lavori nelle scuole oggetto di lavori di messa in sicurezza. Questo non avviene e viene richiesta una proroga di tre mesi che, in base a quanto stabilito dall’avviso pubblico, viene accordata. Il comma 4 dell’art. 11 dell’avviso pubblico stesso sancisce pero’ che la proroga puo’ essere concessa una sola volta. Il 6 luglio 2015 (oggi) - aggiunge - sarebbe dunque stato obbligatorio presentare il verbale di consegna d’inizio lavori per le scuole interessate dai lavori di messa in sicurezza. Cosa che non avviene in quanto il denaro non e’ piu’ a bilancio. E dunque circa 4 milioni di euro di fondi europei destinati alla messa in sicurezza delle scuole abruzzesi vanno in fumo. Da segnalare pero’ che i progetti, consulenze, ecc necessari alla redazione dei progetti di messa in sicurezza sono stati realizzati e dunque il denaro della collettivita’ utilizzato per pagare i professionisti che hanno prestato la loro opera e’ stato trovato. Questa circostanza -conclude - e’ passibile di segnalazione alla Procura per un eventuale notizia di reato".
 
Redazione Independent

lunedì 06 luglio 2015, 16:41

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