Bls-Carispaq, decide Modena

trema Gatti: «Delicata la situazione del sistema bancario». Mercoledì vertice con Bper: quale futuro per i lavoratori?

Bls-Carispaq, decide Modena

BLS-CARISPAQ: IL FUTURO A MODENA. «Dobbiamo guardarci negli occhi con i dirigenti della Bper e comprenderci davvero. I piani industriali contengono sempre bei propositi, ma nei dettagli, addolciti con argute espressioni lessicali, a volte, si celano intenzioni diverse. Voglio comprendere se c'è davvero la volontà di tenere fede agli accordi che hanno consentito alla Bper di atterrare in Abruzzo e soprattutto se il Gruppo bancario immagina per le sue due controllate abruzzesi, la Carispaq e la BLS, una vera autonomia operativa e il mantenimento dei livelli occupazionali attuali. Un settore come quello bancario è strategico per il rilancio economico della nostra Regione, per questo ho richiesto un incontro con i vertici della Banca. Occorre risolvere questa situazione di grave incertezza rispetto alle imminenti scelte del Gruppo rappresentate nel Piano Industriale. Scelte che preoccupano i lavoratori, i sindacati e ovviamente le Istituzioni. Andrò a Modena per difendere con ogni strumento utile il futuro della Carispaq e della BLS». Lo dichiara l'assessore al Lavoro Paolo Gatti che mercoledì 26 settembre, a Modena, incontrerà l'Amministratore Delegato della Banca Popolare dell'Emilia Romagna, Luigi Odorici, per discutere degli effetti che il nuovo Piano Industriale del gruppo bancario potrà produrre sull'autonomia operativa delle due controllate abruzzesi, Carispaq e BLS, e sul futuro occupazionale degli oltre mille dipendenti del Gruppo oggi impiegati in Abruzzo.

CHE SUCCEDERA' AI LAVORATORI? La Regione ha da alcuni mesi istituito una cabina di regia per monitorare la vertenza che vede impegnati i sindacati regionali e il Gruppo bancario sulla valutazione del 'Progetto di fusione per incorporazione in Bper delle Banche Carispaq e BLS'. Secondo le sigle sindacali, anche alla luce dell'ultimo incontro svoltosi presso l'assessorato al Lavoro lo scorso 19 luglio, quello della Bper è un Piano Industriale di mera riduzione di costi e non un progetto di rilancio occupazionale e di investimenti, di cui avrebbe bisogno il territorio. In particolare i rischi per il futuro della Regione, secondo le rappresentanze dei lavoratori, si annidano in quattro aspetti: la riduzione della Carispaq e della BLS da banche del territorio a uffici della Bper; le prospettive in termini dei livelli occupazionali e di autonomie in materie di finanziamenti alle imprese e ai consumatori; le sovrapposizioni delle filiali Carispaq e Bls che possano produrre perdita di presidi e di quote di mercato; le chiusure delle Direzioni Generali e il peso sproporzionato degli esuberi attribuiti alle due banche abruzzesi nell'ambito del Piano Industriale del Gruppo Bper. L'incontro a Modena servirà appunto per comprendere quali sono le reali intenzioni del Gruppo Bper

Reda Inde

martedì 11 settembre 2012, 12:56

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