Blitz antiterrorismo a L'Aquila: 14 arresti nell'area neofascista

Nel mirino della magistratura aquilana un movimento d'ispirazione al "Ordine Nuovo". L'ex presidente Gianni Chiodi è ancora sotto scorta

Blitz antiterrorismo a L'Aquila: 14 arresti nell'area neofascista

BLITZ ANTITERRORISMO IN ITALIA: 14 ARRESTI NELL'AREA NEOFASCISTA. La procura dell'Aquila ha disposto 14 arresti, in corso di esecuzione in varie regioni italiane, nei confronti di un gruppo clandestino che s'ispira agli ideali del disciolto movimento neofascista "Ordine Nuovo" e che progettava "azioni violente contro obiettivi istituzionali". Oltre che di terrorismo, gli arrestati sono nell'ambito dell'operazione Aquila Nera accusati di incitamento alla discriminazione o alla violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi. Secondo quanto si è appreso sarebbero coinvolti anche due aquilani. Il gruppo trattava anche l'acquisto di armi dalla Slovenia: cinque kalashnikov (AK47) e ordigni esplosivi comandati col telefono. Gli arrestati sono di L'Aquila, Montesilvano, Chieti, Ascoli Piceno, Milano, Torino, Gorizia, Padova, Udine, La Spezia, Venezia, Napoli, Roma, Varese, Como, Modena, Palermo e Pavia. 

VOLEVANO CREARE UN PARTITO. Secondo gli inquirenti, che li hanno filmati ed intercettati, nei piani del gruppo c'erano attentati alle sedi di Equitalia, banche, questure e le prefetture abruzzesi ma anche la crazione di un vero e proprio partito politico.  "Da un lato - rivela la procura - atti destabilizzanti da compiersi su tutto il territorio nazionale e dall'altro un' opera di capillare intromissione nei posti di potere, tramite regolari elezioni popolari con la presentazione di un loro "nuovo" partito". 

L'ATTENTATO A BONANNI E LA SCORTA A GIANNI CHIODI. Lo scorso mese di ottobre tre persone erano state arrestate dalla polizia di Chieti per avere progettato un falso attentato all'ex segretario della Cisl Raffaele Bonanni. Un ordigno, che non sarebbe mai potuto esplodere perchè rudimentale, era stato lasciato sotto la sua abitazione a Francavilla al Mare ma, sempre nell'ambito della stessa operazione, i carabinieri avevano scoperto una potente arma: un fucile Skorpion. L'ex presidente della Regione Abruzzo Gianni Chiodi è, inoltre, stato sotto scorta dal mese di aprile sulla base di non meglio precisati elementi raccolti dagli investigatori del Ministero dell'Interno, molto probabilmente intercettazioni. Stando a quanto ci ha riferito avrebbe ricevuto minacce di morte per avere detto molti no a persone molto potenti.

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Redazione Independent

lunedì 22 dicembre 2014, 23:58

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