Bibione, la spiaggia veneta e' la prima d' Italia a vietare il fumo

Un vero paradiso smoke-free, per il benessere di tutti. La situazione delle spiagge antifumo nel nostro paese

Bibione, la spiaggia veneta e' la prima d' Italia a vietare il fumo

BIBIONE, LA SPIAGGIA VENETA E' LA PRIMA IN ITALIA AVIETARE IL FUMO. Complice anche il meteo di Bibione, la spiaggia veneta è una tra le più gettonate soprattutto dalle famiglie con bambini. Ma non solo: grazie ai divertimenti che il suo lungomare offre, tante sono le compagnie di giovani che scelgono di trascorrere le loro vacanze qui, in questa frazione di San Michele al Tagliamento che - ora - vanta anche un primato. È infatti proprio la spiaggia di Bibione la prima d’Italia a vietare il fumo, in ogni suo angolo. Un vero paradiso smoke-free, per il benessere di tutti.

UN DIVIETO A FAVORE DELLA SALUTE. A pochi chilometri dalla provincia di Udine, la spiaggia di Bibione è tra le più note non solo del Veneto, ma di tutto il Nord Italia. Frequentatissima da turisti di ogni età, ha annunciato qualche settimana fa una vera e propria rivoluzione: se già le scorse estati non si poteva fumare sul bagnasciuga, ora il divieto è stato esteso alla spiaggia intera. Niente più sigaretta sotto l’ombrellone, dunque, ma solo nelle aree riservate che saranno strategicamente disposte.

A spiegare le ragioni di questa scelta, è stato il vice-sindaco Gianni Carrer: “Non è un atto persecutorio, ma solo il diritto alla salute per tutti. In questi anni non abbiamo dato nemmeno una sanzione”. L’iniziativa si inserisce infatti in un progetto in corso ormai da tempo, “Respira il Mare”, la cui fase sperimentale risale al 2011. Nel 2014 era stato emanato il divieto di fumo sul bagnasciuga e nella prima fila di ombrelloni per poi arrivare - all’estate 2019 - con un divieto assoluto in tutti i suoi 8 chilometri di litorale, chiedendo la collaborazione degli albergatori, dei campeggi e di chi affitta appartamenti affinché aiutino i turisti a comprendere l’importanza di rispettare l’ordinanza.

Del resto, il meteo a Bibione - con le sue estati calde ma mai afose, e i tanti giorni di sole - spinge moltissimi turisti a raggiungere quest’angolo di Veneto. Ed è importante preservare la loro salute, a cominciare dai più piccini. Come ha spiegato Carrer, non si tratta infatti di un’iniziativa contro i fumatori ma di una mano tesa alla salute di tutti. Tanto che il Ministero della Salute ha voluto conoscerne i dettagli così da applicarlo anche in altre spiagge: il fumo, ancor più quello passivo, è molto pericoloso. E il fumo in spiaggia ancor di più.

“Più che introdurre un divieto ci interessa dare l'opportunità a chi sceglie di trascorrere le sue vacanze da noi di respirare l'aria pulita del mare senza dover tollerare sostanze inquinanti pericolose per la salute. È anche un modo per promuovere insieme ai nostri ospiti una cultura basata sul rispetto, e siamo certi che anche i fumatori sapranno cogliere questa opportunità. Un'iniziativa sostenuta anche da tutti i nostri operatori turistici e che ci permette di qualificare Bibione sempre più come destinazione di qualità a livello ambientale e della salute”, ha spiegato il sindaco di San Michele al Tagliamento Pasqualino Codognotto.

DIVIETO DI FUMO IN SPIAGGIA: LA SITUAZIONE IN ITALIA. In realtà, ci sono anche altre realtà in Italia che vietano il fumo, sebbene siano meno popolari di Riccione e si parli di singoli stabilimenti. Il primo stabilimento a diventare smoke-free si trova in provincia di Savona, e sono i Bagni di Sant’Antonio delle Fornaci che - nel 2017 - hanno aderito all’iniziativa “RespiriAMO il mare”, nata per liberare le spiagge da fumo e mozziconi. All’interno dello stabilimento è vietato fumare in mare e in mezzo agli ombrelloni, ma lo si può fare nell’area fumatori posta all’ingresso e attrezzata con cestini speciali.

Un’altra località in cui fumare in spiaggia è vietato è Sirolo, nelle Marche. Soprannominata “la perla dell’Adriatico” per le sue acque straordinarie, si trova a pochi chilometri da Ancona (sul Monte Conero) e ha deciso di vietare il fumo in spiaggia e nei parchi pubblici. L’obiettivo? Preservare la bellezza di questi luoghi - che sull’Adriatico non hanno eguali - dai mozziconi di sigaretta, permettendo a tutti di goderne a pieno senza essere costretti a respirare il fumo. Chi dovesse contravvenire alla regola subirebbe salatissime multe soprattutto, se sorpreso a fumare sulla spiaggia delle Due Sorelle, raggiungibile unicamente via mare.

Ultima località in ordine di tempo a introdurre il divieto di fumo è stata Sant’Antioco, in Sardegna, per dare l’opportunità ai bagnanti non fumatori di respirare esclusivamente l’aria del mare e non il fumo passivo, e per contenere l’abbandono di mozziconi in spiaggia. Perché è proprio questo, il punto: i mozziconi gettati sulla sabbia, se non completamente spenti, possono essere pericolosi dato che si cammina scalzi. Senza contare che, per smaltirli, l’ambiente ci mette tra 1 e 5 anni: secondo un recente studio, in spiaggia si trovano in media 38 mozziconi ogni 100 metri. Ed è necessario porvi rimedio. Anche perché uno studio del Centro Antifumo dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano ha dimostrato come i danni causati da fumo in spiaggia non possano essere trascurati: a circa 10 metri di distanza e con una velocità media del vento di 2.7 m/sec, si generano picchi molto elevati di inquinamento che - sebbene durino solo pochi secondi - sono davvero pericolosi.

 

Redazione Independent

 

 

martedì 23 aprile 2019, 17:20

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