Aylan e la strage degli innocenti

È di ieri la notizia di una nuova strage degli innocenti, sulle coste turche questa volta. Tra le vittime una bimba siriana di 5 anni ed sei bambini

Aylan e la strage degli innocenti

La strage degli innocenti. Luci ed ombre delle nostre coscienze. È di ieri la notizia di una nuova strage degli innocenti, sulle coste turche questa volta. Tra le vittime una bimba siriana di 5 anni ed sei bambini. Sajida Ali, questo sarebbe il nome della piccola ritrovata sulla spiaggia di Pirlanta a Cesme, sul mar Egeo. Un'altra vita indegnamente spezzata dalla crudeltà e dall'egoismo degli adulti. Un'altra piccola Aylan Kurdi, il bimbo curdo siriano di tre anni annegato agli inizi di settembre con la madre e il fratellino, le cui foto hanno fatto il giro del mondo, delle prime pagine dei giornali e dei nostri social. Nessuna foto o non particolarmente significativa invece, per Sajida Ali: dov'è Sajida? Perché i giornali non hanno in prima pagina la sua foto?(in verità qualche quotidiano riporta la notizia della morte dei bambini in un piccolo titolo in prima pagina ed uno, Il Tempo, rileva anche l'ipocrisia nell'informazione che stiamo noi qui denunciando). Perché non urliamo il nostro dolore per la sua fine come per il piccolo Aylan? Perché questo silenzio anzi questo "sottovoce"? Perché le nostre coscienze presentano luci ed ombre. Le nostre coscienze sono come anestetizzate al dolore. Serve un elettroshock per risvegliarle: serve che ci sia sbattuto in faccia il viso di un bambino morto annegato sulla spiaggia per svegliarci. Solo così, solo con l'elettroshock, siamo in grado di sollevare i nostri occhi dalle nostre tastiere e dai nostri miseri piedi e dire "io sono Aylan", metterne la foto o il disegno sulle nostre pagine Facebook e protestare un inutile quanto ipocrita "mai più". Sì, siamo anestetizzati, ma colpevolmente anestetizzati, siamo colpevoli di una pigrizia mentale e di una insensibilità che non ha scusanti o spiegazioni se non del nostro egoismo. Svegliamoci una buona volta, svegliamoci in modo costante, leggiamo, studiamo, informiamoci e viviamo con consapevolezza la nostra realtà! Invece di galleggiare pigramente a pelo d'acqua e svegliarci solo quando stiamo per annegare o quando un morto ci prende la mano.

Giada C.

mercoledì 09 dicembre 2015, 10:07

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