Andava al lavoro quando voleva. Sospeso impiegato Asl

Denunciato 40enne di Spoltore assenteista incastrato da video e segnalazioni. De Siervo: «Fenomeno purtroppo diffuso»

Andava al lavoro quando voleva. Sospeso impiegato Asl

DIPENDENTE ASL ASSENTEISTA SOSPESO DAL LAVORO. Nella giornata odierna, personale della Sezione di Polizia Giudiziaria-Aliquota Polizia di Stato di questa Procura ha eseguito l’ordinanza con la quale il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Pescara, Dr. Luca De Ninis, al termine di una articolata attività d’indagine diretta dal Pubblico Ministero, Sost. Procuratore della Repubblica dr.ssa Annalisa Giusti, ha disposto la misura cautelare della sospensione dall’esercizio del pubblico servizio nei confronti di F.O.D., 40 anni, di Spoltore (PE), dipendente della ASL di Pescara con mansioni di assistente amministrativo.

La vicenda giudiziaria è scaturita da alcune segnalazioni pervenute la scorsa primavera alla Polizia Giudiziaria, riguardanti il presunto assenteismo dal posto di lavoro del dipendente della ASL. Questi, nonostante lo svolgimento di funzioni prettamente amministrative, era stato notato entrare ed uscire a suo piacimento, assentandosi dal posto di lavoro per svariate ore.

La stessa Polizia giudiziaria ha verificato, altresì, che il regolamento aziendale della ASL impone che i dipendenti debbano fare rilevare la propria presenza in ufficio attraverso il Badge (cartellino marcatempo elettronico) e ne ha quindi acquisito i dati, appurando che egli era solito ricorrere allo strumento postumo dell’autocertificazione per attestare il proprio orario di servizio.

Con l’utilizzo di moderni mezzi tecnologici, si è evidenziato altresì che, durante l’orario di lavoro e nei giorni in cui risultava presente in ufficio, il dipendente ASL era in località molto distanti dalla sede lavorativa e che in tutti i casi rilevati, egli aveva fatto ricorso, per attestare la propria presenza sul posto di lavoro, allo strumento dell’autocertificazione.

Su disposizione del Sost. Procuratore della Repubblica Dr.ssa Annalisa GIUSTI, è stato effettuato un servizio di osservazione al luogo di accesso al posto di lavoro del dipendente ASL, svolto anche con l’utilizzo di moderni strumenti tecnologici, in modo da poter documentare visivamente la sua condotta. Le immagini sono state poi confrontate con i dati estrapolati dal cartellino marcatempo elettronico e con le autocertificazioni prodotte dall’indagato nello stesso periodo di riferimento delle immagini.

Nei confronti del predetto soggetto è stata emessa, su richiesta del Pubblico Ministero, la misura interdittiva della sospensione dall’esercizio del pubblico servizio, individuata come quella più congrua in relazione alle condotte tenute dall’indagato, accusato di truffa in danno dell’ente pubblico ASL, essendosi assicurato la retribuzione percepita durante i periodi di assenza dal posto di lavoro e, al fine di conseguire l’ingiusto profitto, di avere presentato false dichiarazioni per attestare la sua presenza in ufficio. 

«La divulgazione della notizia - ha spiegato il procuratore della Repubblica Federico De Siervo -risponde anche all’esigenza di informazione e sensibilizzazione sull’argomento, in modo da contribuire alle plurime azioni di contrasto del fenomeno dell’assenteismo, ancora diffuso negli ambienti di lavoro, nonostante la crisi economica e gli effetti da essa generati». Le indagini proseguono per accertare ulteriori responsabilità.

Redazione Independent

giovedì 21 novembre 2013, 17:06

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