Allarme dall’Ordine dei Giornalisti per la riforma della diffamazione

Il nuovo dispositivo toglie il carcere ma "imbavaglia" perchè prevede sanzioni pecuniarie pesantissime che mirano ad indebolire la libertà di stampa

Allarme dall’Ordine dei Giornalisti per la riforma della diffamazione
EMERGENZA INFORMAZIONE: L'ALLARME DELL'ORDINE DEI GIORNALISTI. Il Consiglio nazionale dell'Ordine dei giornalisti, riunito a Roma il 22 gennaio 2015, esprime forte preoccupazione per quanto sta maturando nel dibattito parlamentare in relazione alle modifiche di legge sulla diffamazione a mezzo stampa. In particolare, tranne l'abolizione della previsione del carcere, alcune modifiche alla vigente legislazione appaiono, se confermate, peggiorative, e tali da mettere ulteriormente a rischio diritti costituzionali: per i cittadini di disporre di una corretta e completa informazione, per i giornalisti di informare. Eh, già: ma chi la voole veramente la stampa libera e non imbavagliata?
 
SANZIONI PECUNIARIE PESANTISSIME. In dettaglio, la previsione di sanzioni pecuniarie elevate risulta non equa, e costituisce un deterrente per l'esercizio della libera informazione. Tanto più se si tiene conto che la Cedu (Corte Europea dei Diritti dell'Uomo) di Strasburgo con ripetute sentenze ha stabilito che le sanzioni devono essere proporzionate alla capacità economica del giornalista querelato. Inoltre le pene accessorie riferite all'esercizio della professione devono rimanere di esclusiva competenza dei consigli di disciplina dell'Ordine. La previsione di norme rigide per la rettifica da pubblicarsi in tempi stretti e senza possibilità di replica o precisazione, rischia di lasciare l'ultima parola al presunto diffamato, che avrebbe modo di manipolare a proprio vantaggio l'informazione. Come è noto, inoltre, l'Italia non brilla per la libera circolazione del pesiero e delle opinioni: l'ultimo report di Reporter sens Frontieres ci colloca al 56esimo posto nel mondo su 176 paese, tra Ungheria e Hong Kong. 
 
COSA SI STA PAVENTANDO. E' il problema della rettifica che preoccupa l'ordine dei giornalisti. "In relazione alla rettifica -spiegano nel documento approvato all'unanimità nel congresso - si ritiene necessario che il richiederla sia condizione indispensabile a qualsiasi azione giudiziaria nei confronti dei giornalisti". In merito ai termini prescrizionali per l'azione civile relativa al risarcimento del danno alla reputazione, si chiede che siano ridotti ad un anno dalla pubblicazione, tempo più che sufficiente per ottenere la riparazione della propria reputazione. Per l'informazione via web la questione è ancora più grave. "Le indicazioni finora emerse in sede parlamentare - spiegano - risultano confuse e penalizzanti, e di difficile praticabilità sia per la rettifica sia per il diritto all'oblio, e soprattutto per il rischio di moltiplicazione delle sedi giudiziarie". Infine, la previsione per le querele temerarie appare timida e insufficiente. 
LA SITUAZIONE IN ABRUZZO.  La situazione in Abruzzo è tragica. Ogni giorno giornalisti ricevono lettere da avvocati costringendo, data la natura del reato, l'editore, il direttore responsabile e l'estensore degli articoli in tribunale. A ciò si aggiunge la crisi del settore che è allarmante. Il presidente dei giornalisti d'Abruzzo Stefano Pallotta insiste su una linea precisa per sostenere quelle attività che oggi impiegano centinaia di persone e che, come ogni settore, necessitano di misure straordinarie per affrontare la grave crisi economica. "Insistiamo sul modello della Regione Toscana per l'editoria online - ha ribadito - ma puntiamo anche su un nuovo modo di scrivere i bandi europei che prevedono una quota da destinare alla comunicazione". L'auspicio è uno stanziamento di fondi regionali, almeno 2 milioni di euro, a sostegno delle testate giornalistiche sul modello della Regione Toscana. 
Di questo ed altri temi se ne discuterà il prossimo 21 febbraio, a Pescara, quando gli stati generali dell'editoria (ci sarà anche Paolo Durante del sindacato dei giornalisti d'Abruzzo oltre ai delegati dell'editoria online) incontreranno il presidente Luciano D'Alfonso ed Giuseppe Di Pangrazio.
 
Redazione Independent

giovedì 29 gennaio 2015, 12:49

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