Alessandrini, il sogno di un bruco che diventa farfalla

Il giovane avvocato pescarese ha il destino nel cognome ed un passato da onorare: il sacrificio del padre vittima del terrorismo. A Pescara arriva il premier Renzi per supportarlo

Alessandrini, il sogno di un bruco che diventa farfalla

Marco Alessandrini, 43 anni, avvocato esperto di gourmet (poche settimane fa è uscito anche il suo primo libro), sposato con la "first" come ama definirla, è un giovane uomo in divenire o in metamorfosi, un bruco che si fa farfalla, che tra poche settimane potrebbe essere il nuovo sindaco della città di Pescara. A dire il vero saranno i ballottaggi a decidere, ma il candidato del centrosinistra è favorito sull'avversario e non solo per i venti "sinistri" che spirano sul paese.

Giovane Alessandrini lo è sempre stato, e non solo anagraficamente. Forse, se si può dire, più british che italo-pescarese. Ma uomo, perchè nelle vita di ciascuno arriva il momento di lasciare il passato alle spalle, ancora quello forse no. Già. Un passato, il suo, estremo come solo la vita, che ha delle regole, può regalare e contro cui, prima o poi, inevitabilmente, devi fare i conti.

Per l'avversario (si fa per dire) Luigi Albore Mascia, giovane ma meno del candidato del centrosinistra, il momento della metamorfosi è già capitato. La solitudine dei numeri primi, come quella del dannunzianissimo altrettanto avvocato pescarese, è terminata con l'amore di/per Letizia, la compagna che ha sposato qualche settimana fa. 

Da romantici quali siamo, amiamo immaginare sempre una storia a lieto fine. Magari con un bel pianto, col ricordo, una dedica e con una vittoria che fa battere i cuori non tanto per il risultato, quanto per il superamento di un trauma insuperabile o quasi.  Per Alessandrini si chiama peso della coscienza che, poi, è anche un dono: quello di avere avuto un padre “speciale", il giudice Emilio Alessandrini ucciso da un commando di Prima Linea dopo averlo accompagnato a scuola il 29 gennaio 1979.

Non c'è bisgno della psicanalisi per capire che il confronto col proprio genitore, un servitore dello stato che indagava su uno dei misteri più "bui" della nostra storia (Piazza Fontana) e per il quale ci ha rimesso le penne, è sempre un momento tremendo. Specie se si è maschi.

Mascia, da gran signore, ci ha confidato prima del ballottaggio che "comunque vada, Pescara verrà amministrata da una persona perbene". Ecco Alessandrini è una persona perbene, come Luigi. 

Il Sub

mercoledì 28 maggio 2014, 20:27

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