Aereo cade in mare per finta

E' solo una esercitazione ma il traffico nei cieli di Pescara è in aumento. L'aeroporto è proprio in un posto sicuro?

Aereo cade in mare per finta

AEREO CADE IN MARE. E’ SOLO UN’ESERCITAZIONE- Un aereo caduto nel tratto di mare antistante il litorale pescarese: naufraghi in difficoltà, rottami e mezzi di soccorso in azione. È questo lo scenario che la Direzione Marittima di Pescara ha messo in atto nella mattinata odierna in occasione della annuale esercitazione “AIRSUBSAREX” e che ha visto impegnati uomini e mezzi aeronavali della Direzione Marittima di Pescara, della Polizia di Stato, della Guardia di Finanza, del Servizio Sanitario Nazionale 118, della Croce Rossa Italiana, delle Associazioni di Protezione Civile “Insieme nel Blu” e “SICS Abruzzo” congiuntamente all’intervento del velivolo “Manta 10-02” di stanza al 3° Nucleo Aereo della Guardia Costiera.

SIMULAZIONE DI EMERGENZA. L’esercitazione, il cui inizio è avvenuto intorno alle ore 10.50, è consistita nella simulazione di un’emergenza e nell’effettuazione di una serie di operazioni di ricerca e soccorso a seguito di un probabile ammaraggio di un velivolo in fase di atterraggio presso l’aeroporto di Pescara. Le operazioni hanno visto l’impiego di mezzi navali e aerei impegnati in una prima fase di ricerca dei naufraghi e dello stesso velivolo disperso ed in una seconda e successiva fase consistente nel recupero dei superstiti e nel trasporto degli stessi presso il Posto Medico Avanzato allestito per l’occasione dal Servizio Sanitario Nazionale 118 di concerto con la Croce Rossa Italiana, presso la banchina sud del porto canale di Pescara.
L’esercitazione, alla quale hanno preso parte i frequentatori del 73° Corso SAR della Scuola di Aerocooperazione di Guidonia appositamente imbarcati sulla M/V CP 292, sotto il coordinamento della Sala Operativa della Direzione Marittima di Pescara, ha permesso di testare il coordinamento, l’efficienza e la preparazione di tutti gli operatori chiamati in causa e ha avuto modo di dimostrare le tecniche di intervento quali l’aviolancio di una zattera da parte del velivolo della Guardia Costiera, il recupero naufrago con verricello da parte di un elicottero dell’ 11° Reparto Volo della P.S., la ricerca subacquea da parte dei nuclei sub della G. di F. e della Protezione Civile, il trasbordo dei naufraghi sulle Motovedette e il successivo trasporto e triage da parte del personale sanitario 118 e CRI presso il PMA allestito nella zona portuale oltre all’impiego di sistemi e dotazioni di salvataggio specifici.

Reda Inde

mercoledì 19 settembre 2012, 18:00

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